Gli obiettivi
Fin dall’antichità i plastici, o modelli materici in scala, sono stati realizzati in ambito civile per meglio evidenziare le caratteristiche spaziali di un organismo architettonico o per sperimentare soluzioni costruttive. Essi hanno avuto anche una valenza comunicativa e didattica, testimoniata dal fatto che molte Scuole di Ingegneria conservano un patrimonio di artefatti in scala che, soprattutto tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento, hanno aiutato sia i docenti nella esposizione delle caratteristiche geometriche e strutturali delle partizioni rappresentate, e sia gli allievi, messi in grado di comprendere meglio lo spazio costruito, analizzato da vari punti di vista.
L’Associazione Italiana di Storia dell’Ingegneria (AISI), ha avviato il Progetto “Modelli digitali per una fruizione ampliata” [1], che mira alla creazione di un archivio digitale di prototipi di partizioni costruttive conservati in vari Atenei, al fine di consentirne la fruizione digitale. L’intento è quello di valorizzare un prezioso patrimonio di modelli materici e di rinnovarne la loro funzione formativa grazie alle strategie, anche immersive, che le tecnologie digitali consentono oggi di utilizzare. La digitalizzazione di questi plastici, e soprattutto la loro gestione/interrogazione smartattraverso tablet, pc e device, può infatti contribuire alla comprensione morfometrica, spaziale e strutturale degli artefatti rappresentati, attualizzando il loro impiego come preziosi sussidi didattici.
L’attività è stata avviata con lo studio dei plastici restaurati o in buone condizioni, conservati presso il Centro Interdipartimentale di Ingegneria per i Beni Culturali (CIBeC), fondato dal professore Salvatore D’Agostino e attualmente diretto dal professore Luciano Rosati.
Essi facevano parte di una più ampia collezione presente nel Gabinetto di Costruzioni del Regio Istituto Superiore di Ingegneria, evoluzione della Scuola di Applicazione per Ingegneri di Ponti e Strade, creata nel marzo del 1811 da Gioacchino Murat sul modello dell’École polytechnique francese, laddove l’attività didattica era supportata da «una collezione di modelli e disegni di fabbricazione e di architettura» (AA.VV., 1884).
La maggior parte dei circa cento modelli della collezione originaria, era relativa a tipi di fognature, fondazioni, volte semplici o composte, centine, solai, scale, tetti, infissi, nicchie (Viola, 2003), e proveniva dalla Scuola di Ingegneia di Torino, ed in particolare dal Laboratorio per la costruzione dei modelli, voluto da Giovanni Curioni fondamentalmente per finalità didattiche.
La Metodologia
Il processo messo a punto prevede operazioni di rilevamento fotografico e metrico – anche attraverso l’elaborazione di eidotipi in pianta, sezione e prospetto – finalizzate alla modellazione tridimensionale per superfici. Ovviamente ciò richiede la padronanza del linguaggio geometrico-descrittivo sotteso alla configurazione morfologica dell’oggetto analizzato, sintesi di teorie e buone pratiche costruttive.
I modelli infografici ottenuti vengono quindi arricchiti della componente cromatica con l’applicazione, sulle superfici, di texture realistiche ricavate dalle fotografie dei medesimi plastici. In questo modo vengono ad essere prodotti modelli digitali fedeli, per forme, proporzioni e aspetto, a quelli reali.
Per consentirne la fruizione i relativi file vengono quindi caricati su una piattaforma web di visualizzazione (ad esempio su Sketchfab) e associati a QR Code.
Pensando ad un rinnovato e ampio utilizzo nella didattica, gli stessi modelli digitali possono essere prototipati in scala mediante una stampante 3D; i modelli così ottenuti risultano leggeri e trasportabili ponendosi come alternativi ai plastici originari che possono quindi essere adeguatamente salvaguardati come testimonianza di buone pratiche costruttive, ma anche di competenze artistiche.
Il processo di digitalizzazione viene infine sintetizzato in una scheda relativa ad ogni modello rappresentato che contiene informazioni su: caratteristiche spaziali e funzionali del modello materico, le dimensioni (espresse in millimetri) il materiale (legno, gesso etc.), l’eventuale autore, l’anno o periodo di realizzazione, la collocazione attuale, l’autore del processo di digitalizzazione con eventuali note relative, ad esempio, ai software utilizzati o alla realizzazione di prototipo frutto di stampaa 3D.
Quindi viene indicato il link per visualizzare l’esito del processo di digitalizzazione, utilizzabile in alternativa al QR Code.
SCHEDA TECNICA N. 1: Spaccato di una volta a crociera su piedritti
Artefatto rappresentato | Spaccato di una volta a crociera su piedritti |
Dimensioni in millimetri (L x P x H) | 350 x 180 x 380 |
Materiale | Legno |
Autore del plastico | Ignoto |
Anno/periodo di realizzazione | XIX sec. |
Collocazione | Centro Interdipartimentale di Ingegneria per i Beni Culturali dell’Università di Napoli Federico II Piazzale Vincenzo Tecchio n. 80, Napoli |
Autore del processo di digitalizzazione | Ing. Saverio D’Auria saverio.dauria@unina.it |
Note | – |
Link al modello digitale | https://sketchfab.com/3d-models/sezione-di-un-ambiente-con-volta-a-crociera-0d72baf8271c468892235b339198f987 |
SCHEDA TECNICA N. 2: Modello di muro di sostegno con archi di scarico
Artefatto rappresentato | Muro di sostegno con archi di scarico |
Dimensioni in millimetri (L x P x H) | 375 x 190 x 245 |
Materiale | Legno |
Autore del plastico | Giuseppe Blotto |
Anno/periodo di realizzazione | Seconda metà del XIX sec. |
Collocazione | Soggetto conservatore: Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica, Politecnico di Torino, corso Duca degli Abruzzi, 24 – Torino |
Autore del processo di digitalizzazione | Ing. Ph.D. Mariapaola Vozzola, mariapaola.vozzola@polito.it |
Note | Modello appartenente alla Collezione Curioni – DISEG. Numero modello: 12 Inventario: numero inventario del dipartimento o centro, m / 381 Scheda istituzionale: https://collezionistoriche.polito.it/oggetti/?id=15483 |
Link al modello digitale | https://sketchfab.com/3d-models/polito-curioni-muro-di-sostegno-controterra-1730250edcd348c39e343a874056b82f |
Riferimenti bibliografici
AA.VV. 1884. Annuario della Regia Scuola di Applicazione per gl’ingegneri in Napoli. Anno scolastico 1883-1884. Napoli: Stamperia del Fibreno.
Buccaro A. 2003. Da «architetto vulgo ingeniero » a scienziato artista: la formazione dell’ingegnere meridionale tra Settecento e Ottocento. In:. Scienziati-artisti. Formazione e ruolo degli ingegneri nelle fonti dell’Archivio di Stato e della Facoltà di Ingegneria di Napoli (a cura di A. Buccaro, F. De Mattia). Napoli: Electa.
Viola F. 2003. Modelli e strumenti d’insegnamento nella Scuola di applicazione: Il sussidio dei modelli nella progettazione architettonica. In: Scienziati-artisti. Formazione e ruolo degli ingegneri nelle fonti dell’Archivio di Stato e della Facoltà di Ingegneria di Napoli (a cura di A. Buccaro, F. De Mattia). Napoli: Electa.
Note
Il Progetto è coordinato dalla professoressa Lia M. Papa e vede ad oggi coinvolti alcuni ricercatori di Disegno del Laboratorio di Rilievo e di Modellazione (REMLAB), dalla stessa fondato e attualmente diretto dal professore Pierpaolo D’Agostino, presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Ateneo federiciano.